mercoledì 28 febbraio 2007

ti amo


forse
dovrei dirtelo
ma troppo tempo
è passato

forse
dovrei prenderti
le mani
tra le mie
e
stringerle

forse
potrei convincerti
ma
a cosa servirebbe
dirti ancora
una volta

ti amo

dopo

dopo l'amore
cosa rimane
dopo l'amore
cosa viene
dopo l'amore
arrivi tu
tristezza

lunedì 26 febbraio 2007

occhi

se ti guardo
nulla mi sfugge
se ti guardo
gli occhi tuoi mi parlano
quando ti guardo
parole non trovo
per dirti
che
gli occhi
tuoi
sono
gli occhi miei
innamorati

tristezza


I
Un mare
terso
di fronte a me
un cielo
di nuvole
con te

Sospiro
di aria fresca
dolce sorriso
uno sguardo di gioia
e poi
silenzio

Rumore di onde
che sciacquano tenui
sabbia su sabbia
che scorre
come il tempo
che ho diviso con te
tra le dita

Palme odorose
fibre
lontane
spezie
nel caldo
ricordo
non fu

II
Eppure quell’acqua
ancora mi bagna
tiepida
l’animo
con i ricordi di mai

Rena bagnata
di sale
di sole
un sorriso d’amore
un abbraccio infinito
non fu
eppure
il mio cuore
da sempre sognò
quel sorriso d’amore

III
Da solo cammino
con te nel mio cuore
con l’anima a pezzi
non so dove andrò

Il mio sguardo d’intorno
accarezza
un paesaggio
un sogno
con te

Uno sguardo felice
una mano stretta
una carezza
un bacio
mai dato
un sogno
mai stato

IV
Rumore di onde
che frangono
potenti
come maglio
d’acciaio su acciaio
gocce
come scintille
dolore
come fuoco che brucia
il mio amore per te
che non volesti
che non vuoi
perché
hai deciso
così

Tu hai deciso
io
rimango a guardare
le onde
che frangono
con rumore
sul dolore mio

V
Ho cercato riparo
tra le pietre
dei dispiaceri
un luogo
da solo
dove nascondermi
da tutti
per sempre
e non tornare mai più

VI
Sogno di un sogno
che non fu
che mai sarà
dimenticato
da dimenticare
perché
troppo dolore
è
il ricordo di ciò che non fu

Ho preso con me
le cose più care
sono fuggito dove voi
non potrete trovarmi

Un luogo lontano
senza l'incanto
abitato solo
dai ricordi
dalle gioie passate
dove il dolore di oggi
accesso non ha

Ho nascosto le pene mie
non le vedrete più
non vedrete più me
non voglio vedere più voi

VII
Fuggo, lontano
mi nascondo agli occhi
di chi
furbo
cattivo

spietato
ha pensato
di poter decidere
della vita mia

Fuggo da tutto e da tutti
non chiedo più aiuto
non do più aiuto
fuggo
come cane che fugge

Non conosco più
chi bene
e
chi male
indifferenza
fuggo

VIII
Da soli si fugge
per non tornare mai più
per non essere nulla
per non avere nulla
ma solo possedere
tutti
i sogni sognati

Tramonta già il sole
su un sogno finito
su un sogno mai stato
su noi che non siamo
su te che sei
già lontana da me

ridi

ridi
se puoi
quando
penserai a me

ridi
dolce amore
quando
gli occhi tuoi
incontreranno
nei sogni
i miei

ti prego
ridi
perchè
se tu non ci sarai
avrò per sempre
il riso tuo
ad illuminare
il ricordo
di noi

Racconto per un amico

Eccomi pronto a partire per la settimana bianca... sette giorni in cui potrò dedicarmi allo sport, respirare un pò d'aria buona e dopo la doccia serale dedicarmi a leggere un buon libro. Era d'obbligo, quindi la passeggiata in libreria. Non avevo in mente nulla di preciso, anzi a dire il vero di libri da leggere ne avevo, ma non potevo certamente perdere un'occasione così ghiotta per comprarne ancora. Girovagavo tra gli scaffali odorosi del mio paese dei balocchi, quando due occhi meravigliosi mi urlano qualcosa dalla copertina di un libro che non avevo notato prima: Halina Poswiatowska - Racconto per un amico. Prendo in mano il libro, lo volto e leggo: "Halina Poswiatowska nacque nel 1935 e morì nel 1967 - rapido calcolo utilizzando le dita e sono solo 32 anni! - in Polonia, all'età di trentadue anni - Appunto! - Era una grande poetessa, amata e venerata dai giovani del suo paese, che un cuore fragile, per un'angina curata male in tempo di guerra, sottrasse troppo presto alla letteratura polacca ed internazionale. Racconto per un amico apparve pochi mesi prima della sua morte [...]. La poetessa polacca narra della sua esistenza ad un amico cieco, presenza costante, protettrice e ammonitrice... Insomma lo compro. Non fosse altro perchè gli occhi in copertina sono proprio quelli di Halina.
Il libro viene iniziato il sabato sera e terminato nelle due serate successive. E' vero: è un romanzo autobiografico: è la storia di Halina dalla sua infanzia fino a qualche mese prima della morte, ma è molto di più: è l'inno alla vita che tutti dovrebbero leggere. E' la vita stessa che si fa scrittura, è la gioia di respirare, la gioia di amare e di sentirsi amati contro tutti e contro tutto. Leggendo queste pagine il cuore batte all'unisono con quello malato di Halina. Ci sono volte in cui il suo senso di soffocamento sembra essere contagioso. La sua voglia di amare diviene la tua voglia di amare.
"Camminando in quel pomeriggio di sole sotto i rami bassi degli alberi, capivo solo che il mio nuovo amico era triste e che né il prato, con il suo profumo più intenso all'imbrunire, né le folli giravolte del ballo, né i baci riuscivano a dargli piacere. Decisi di insegnargli la gioia."
Halina Poswiatowska mi ha trascinato nella sua esistenza, facendomi comprendere, una volta di più, quanto poco importanti siano certi affanni di tutti i giorni di fronte alla grandezza della vita, alla possibilità di poter affrontare ogni nuovo giorno senza dover fare i conti con la spada di Damocle di una malattia. Ma forse, ancora di più, come si possa affrontare la vita, ogni giorno, sapendo che se la morte è in agguato dietro l'angolo ognuno di noi è chiamato ad arrivare a quell'angolo con la fronte alta, senza paura, vivendo tutto l'amore, anzi scusate, l'Amore, che possiamo senza arrenderci un solo minuto, anche perchè: "Resterà tutto uguale quando non ci sarò più? I libri si disabitueranno al tocco delle mie mani, i vestiti scorderanno l'odore del mio corpo? E le persone? Per un pò parleranno di me, si stupiranno della mia morte, poi dimenticheranno. Non illudiamoci, amico mio, la gente ci seppelisce nella memoria tanto in fretta quanto seppelisce sottoterra i nostri corpi. Il dolore, l'amore, tutti i desideri se ne vanno con noi senza neanche lasciarsi dietro uno spazio vuoto. Non esistono spazi vuoti sulla terra."

Racconto per un amico di Halina Poswiatowska (Neri Pozza)

venerdì 16 febbraio 2007

mentre dormi


sciolti i capelli
sulle spalle languidi
la pelle tua
accarezzano

seguo con sguardo
d'amore
la curva dolce
della schiena
conosciuta

nuda
dormendo
regali
al mio sogno
la forma
della realtà

vicino
sento
di respiri
il profumo
e di amore
mi avvolgo