Visualizzazione post con etichetta Recensioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensioni. Mostra tutti i post

mercoledì 11 aprile 2007

La passione di Artemisia

Artemisia. Chi è costei? Artemisia Gentileschi è realmente esistita; nasce a Roma nel 1593, precisamente l'otto di Luglio. Artemisia è figlia del già noto pittore romano Orazio Gentileschi e da lui proprio viene avviata allo studio di tale arte. Artemisia dimostra subito attitudine e passione, ma quelli sono anni difficili per una donna che vuole emergere (ed oggi?). Sentimenti, passioni, delusioni, successi: un racconto che fugge lieve, divertente, prendendo il lettore per mano e portandolo con leggerezza in quegli anni. Con Artemisia, ballerete una gavotta in una serata di gala, sarete invitati alla corte dei Medici, passeggerete con Galileo chiacchierando delle nuove teorie sull'universo che spaventano tanto la Chiesa.
Insomma un libro da leggere, prima di tutto perché scritto con maestria ed intelligenza, con la capacità di mantenere il lettore seduto sulla poltrona a leggere per ore senza accorgersi del tempo che passa. Ma un libro da leggere, perché, seppure romanzata, la storia è praticamente tutta vera. Vera la protagonista, veri i dipinti descritti, vera la testardaggine di una donna che ha precorso i tempi, che non ha chinato il capo di fronte a nulla e che ha vissuto la propria vita all'insegna del raggiungimento dei propri obiettivi. Artemisia mi ha colpito, mi ha incuriosito, affascinato con la sua forza d'animo, con la sua assoluta voglia d'amare al di fuori degli schemi preimpostati. Di amare prima di tutto la propria arte, di amare la propria figlia, di amare gli uomini. Un consiglio? Leggetelo tenendo sotto mano le foto dei suoi dipinti, ne rimarrete entusiasti!

La passione di Artemisia di Susan Vreeland (Neri Pozza)

p.s. grazie Nic!

Per chi volesse approfondire ulteriormente l'argomento esiste anche questo libro di Alexandra Lapierre. Costa veramente una sciocchezza (8,80 Euro) ed all'interno ci sono delle buone tavole a colori che riproducono alcuni dei capolavori di Artemisia e Orazio Gentileschi. Anche per questo il mio ringraziamento va a Nic.


lunedì 26 febbraio 2007

Racconto per un amico

Eccomi pronto a partire per la settimana bianca... sette giorni in cui potrò dedicarmi allo sport, respirare un pò d'aria buona e dopo la doccia serale dedicarmi a leggere un buon libro. Era d'obbligo, quindi la passeggiata in libreria. Non avevo in mente nulla di preciso, anzi a dire il vero di libri da leggere ne avevo, ma non potevo certamente perdere un'occasione così ghiotta per comprarne ancora. Girovagavo tra gli scaffali odorosi del mio paese dei balocchi, quando due occhi meravigliosi mi urlano qualcosa dalla copertina di un libro che non avevo notato prima: Halina Poswiatowska - Racconto per un amico. Prendo in mano il libro, lo volto e leggo: "Halina Poswiatowska nacque nel 1935 e morì nel 1967 - rapido calcolo utilizzando le dita e sono solo 32 anni! - in Polonia, all'età di trentadue anni - Appunto! - Era una grande poetessa, amata e venerata dai giovani del suo paese, che un cuore fragile, per un'angina curata male in tempo di guerra, sottrasse troppo presto alla letteratura polacca ed internazionale. Racconto per un amico apparve pochi mesi prima della sua morte [...]. La poetessa polacca narra della sua esistenza ad un amico cieco, presenza costante, protettrice e ammonitrice... Insomma lo compro. Non fosse altro perchè gli occhi in copertina sono proprio quelli di Halina.
Il libro viene iniziato il sabato sera e terminato nelle due serate successive. E' vero: è un romanzo autobiografico: è la storia di Halina dalla sua infanzia fino a qualche mese prima della morte, ma è molto di più: è l'inno alla vita che tutti dovrebbero leggere. E' la vita stessa che si fa scrittura, è la gioia di respirare, la gioia di amare e di sentirsi amati contro tutti e contro tutto. Leggendo queste pagine il cuore batte all'unisono con quello malato di Halina. Ci sono volte in cui il suo senso di soffocamento sembra essere contagioso. La sua voglia di amare diviene la tua voglia di amare.
"Camminando in quel pomeriggio di sole sotto i rami bassi degli alberi, capivo solo che il mio nuovo amico era triste e che né il prato, con il suo profumo più intenso all'imbrunire, né le folli giravolte del ballo, né i baci riuscivano a dargli piacere. Decisi di insegnargli la gioia."
Halina Poswiatowska mi ha trascinato nella sua esistenza, facendomi comprendere, una volta di più, quanto poco importanti siano certi affanni di tutti i giorni di fronte alla grandezza della vita, alla possibilità di poter affrontare ogni nuovo giorno senza dover fare i conti con la spada di Damocle di una malattia. Ma forse, ancora di più, come si possa affrontare la vita, ogni giorno, sapendo che se la morte è in agguato dietro l'angolo ognuno di noi è chiamato ad arrivare a quell'angolo con la fronte alta, senza paura, vivendo tutto l'amore, anzi scusate, l'Amore, che possiamo senza arrenderci un solo minuto, anche perchè: "Resterà tutto uguale quando non ci sarò più? I libri si disabitueranno al tocco delle mie mani, i vestiti scorderanno l'odore del mio corpo? E le persone? Per un pò parleranno di me, si stupiranno della mia morte, poi dimenticheranno. Non illudiamoci, amico mio, la gente ci seppelisce nella memoria tanto in fretta quanto seppelisce sottoterra i nostri corpi. Il dolore, l'amore, tutti i desideri se ne vanno con noi senza neanche lasciarsi dietro uno spazio vuoto. Non esistono spazi vuoti sulla terra."

Racconto per un amico di Halina Poswiatowska (Neri Pozza)

lunedì 12 febbraio 2007

Padrona e amante

Di chi parliamo quando parliamo di padrona e di amante? Anche appena terminato di leggere questo romanzo che per mille motivi ho amato mentre lo leggevo, momento dopo momento e che continuerò ad amare per sempre, continuo a chiedermi: ma la padrona e l'amante del titolo chi sono nella trama coinvolgente del romanzo?
Se dovessi azzardare una prima ipotesi direi che la padrona e l'amante è la danza kathakali per l'anziano Koman, colui che cuce la storia. Koman è lo zio anziano, uno dei grandi interpreti di questa antica arte indiana. Koman ci racconta la sua storia, passando per la storia della sua arte.
Poi mi fermo un momento a pensare e scopro che la padrona e l'amante di questa storia è la modernità che avanza in un paese che è ancora pericolosamente in bilico tra le tradizioni secolari che lo caratterizzano ed una modernità globalizzante che lo attenaglia, che lo avvolge tra le sue spire. Una modernità che il grande sociologo Baumann definisce "liquida". E' un divenire pericoloso che lascia coloro che vivono il momento assolutamente disarmati. Quindi la giovane Radha, bella donna indiana, benestante, proprietaria con il marito di un piccolo paradiso per turisti, si trova a combattere tra una tradizione che la vorrebbe silenziosa accanto al marito e un amore nuovo che sa di occidente, di nuovo e di emancipazione: Chris, in India per intervistare appunto l'anziano zio.
Modernità indiana con la mano tesa di Radha e il namaste impacciato di Chris al loro primo incontro alla stazione, che si ritrasformano nel saluto inverso delle rispettive tradizioni in un intreccio confuso di emozioni.
Ma padrona e amante non è la stessa Radha nei confronti del proprio marito che la vorrebbe sottomessa, ma che rimane sottomesso dalla bellezza disarmante di lei e dalla sua incontenibile voglia di emancipazione?
Un racconto pieno di vita, scritto con sapienza e costruito sulle diversità che si compenetrano, sull'amore che si trasforma e per l'amore che rimane inossidabile nel tempo contro tutti.
Un libro da leggere e da tenere vicino per una settimana una volta terminato, perchè le domande che suscita non terminano certamente alla parola fine.

Padrona e amante di Anita Nair (Neri Pozza)

venerdì 2 febbraio 2007

il giro del mondo in moto

Marco Deambrogio tipo dalla faccia simpatica che già dalla copertina ispira voglia di bersi una birra insieme. Uno che si è attraversato mezzo pianeta in auto, sugli sci, a piedi. Uno di quelli che definirei "un tipo fico". Un titolo del genere poi, ieri, non poteva non attrarre la mia curiosità su quello scaffale della libreria. A dire il vero ho comprato il libro, quasi senza guardare di cosa parlasse, anche perchè il titolo parla da solo...
Sono bastate poche pagine, quelle fino ad ora lette, per rendermi conto di una cosa: questo tizio parla la mia stessa lingua. Ci sono alcune righe che mi hanno veramente colpito, righe semplici, ma che dicono quello che io da sempre sento dentro: basta con l'ipocrisia di una società votata al consumismo, alla ricerca spietata del guadagno a tutti i costi, basta! Riprendiamoci la nostra vita e cerchiamo di conoscere il resto del mondo per conoscere il resto degli uomini che vivono su questo pianeta, senza pregiudizi, senza prevenzioni. Viaggiamo e conosciamo. Questo signore lo ha fatto, e da solo si è attraversato il mondo con solo due ruote, avventurandosi su strade che proprio facili non devono essere state, da solo.
Abbiamo lo stesso anno di nascita, amiamo gli stessi poeti visto che sul suo sito (http://www.marcodeambrogio.com) Marco come presentazione ha riportato alcune parole fantastiche di Pablo Neruda. Non so se significhi qualcosa, ma sicuramente almeno nell'animo ci assomigliamo, nella voglia di partire, di andare lontano.
Sottolineavo il fatto che Marco ha affrontato in solitario questa impresa, perchè qualche tempo fa, rimasi colpito dalla notizia che Ewan McGregor (Moulin Rouge, Guerre stellari) aveva compiuto una simile impresa in compagnia di Charley Boorman (The bunker, On edge). Comprai il libro appena uscito "The long way round" (Mondadori). Ebbene il giro del mondo, completamente sponsorizzati, era stato compiuto si in moto, ma con due (DUE) fuoristrada di appoggio che li seguivano dappresso, cameramen, organizzazione worldwide... insomma una miserrima operazione economica, con tanto di partenza strappalacrime dalla loro amata Scozia... Ho mollato di leggere il libro a metà dalla rabbia.
Tornando al nostro Marco, invece, da quello che fino ad ora ho capito l'avventura c'è e si vedrà...

Il giro del mondo in moto di Marco Deambrogio (Sperling & Kupfer)